DESIGN ARTIGIANALE

creativi e autoproduzione

UN’IMPRESA CHE DOVEVA ESSERE TENTATA

Il rapporto che intercorre tra materia, metodo produttivo e forma caratterizza, nel caso di Perlamadredesign, la volontà di richiamare in vita vecchi procedimenti di lavorazione artigianale e di elaborarne di nuovi. William Morrison, che dedicò tutta la sua vita alla introduzione dell’elemento estetico nella produzione seriale, avrebbe condiviso il lavoro di Evelina Pescarolo e Patrizia Iacovazzi, anche perché la loro produzione è del tutto manuale e non prevede l’intervento della “macchina”.

Perlamadredesign (visita il sito internet) nasce dalla fusione del know-how che Evelina e Patrizia hanno maturato come restauratrici dei Beni Culturali, dalla passione per la progettazione di Patrizia, a seguito degli studi presso lo IUAV di Venezia, e dalla naturale propensione di Evelina per la comunicazione ed il marketing.
Quello che mi ha colpito è stato il metodo con il quale hanno impostato e creato il loro brand. Dapprima, hanno incominciato a lavorare all’interno delle fornaci a Murano, poi hanno maturato l’idea di iniziare il loro percorso lavorativo in autonomia, perché era un’impresa che doveva essere tentata. Quando alla base di tutto c’è il “progetto”, si vede perché si costruisce qualcosa con una metodologia, avendo un obbiettivo.
Hanno creato un brand, delle collezioni tutelando la loro creatività depositando presso UIBM il marchio ed i modelli. Poi hanno deciso di aprire un loro negozio a Venezia in luogo dove ancora è possibile trovare botteghe, gallerie e laboratori in grado di raccontare una storia, un pezzo importante del made in Italy.
La loro scelta punta a promuovere una maggiore pratica innovativa della lavorazione a lume e, una per tutte, lo dimostra il lavoro portato avanti con la collezione Butterfly premiata dalla rivista Ottagono all’Open Design del 2012. Le Perlere – così vengono chiamate le donne che lavorano a lume – mi hanno raccontato il lavoro di recupero storico che hanno portato avanti per la definizione di questa collezione, a partire da una perla degli anni ’30.
Non voglio suggerire una strada, ma rilevare che agire con metodo premia.

Giovanni Di Vito

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