DESIGN ARTIGIANALE

creativi e autoproduzione

L’EQUILIBRIO DELLA MICROARCHITETTURE

Ancor prima di conoscere Federica, ho avuto il piacere di ascoltare le storie delle sue creazioni, in modo particolare storie di viaggi, di culture e di persone. Federica Fraccaroli, laureata al Politecnico di Milano, già nel corso dei suoi studi ha deciso di caratterizzare il suo bagaglio culturale attraverso l’esperienza del viaggio.

Nel 2007 si trasferisce a Dakar per lavoro ed incomincia anche a mettere le basi per il suo attuale progetto incentrato sulle stoffe. L’Africa le regalerà la parte più importante della sua storia: la sua famiglia. Costruisce una famiglia meticcia innamorandosi di tutto ciò che è mescolanza, unione e diverso, perché l’aiuta a costruire un pensiero progettuale legato a nuove culture e conoscenze.

Fraccaroli-prodotto

Federica definisce il suo lavoro un viaggio attraverso il quale ricercare “la speranza di dare una valenza positiva al termine globalizzazione mischiando non solo culture, ma anche concetti che tra loro sembrano in contrasto, come etnico, etico, lusso. Una via creola verso il domani, un piccolo contributo alla comprensione di quanta bellezza possa nascere dell’incontro tra culture differenti.” (visita il sito di Federica)
Proprio grazie alla sua vita itinerante Federica ha maturato una profonda conoscenza su come, in diversi parti del mondo, gli artigiani autoproduttori tessono e tingono le stoffe. Mani diverse, in diverse parti del mondo che producono uno stesso prodotto. Da qui l’idea di far dialogare la diversità in un progetto corale, che prevede l’unione di stoffe prodotte in differenti zone del mondo. Ancora una volta, la diversità è foriera di varietà, creatività ed unicità. Inoltre, confezionare un patchwork fondato su culture diversi è un modo, sottolinea Federica, per dare lavoro e visibilità a piccole realtà artigiane, spesso costituite da donne.
In un momento storico delicato, nel quale il rapporto con le “altre economie” appare farraginoso ed ostile, è interessante ascoltare storie che vanno controcorrente, perché ci si auspica che possano diventare la normalità.

Giovanni Di Vito

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