DESIGN ARTIGIANALE

creativi e autoproduzione

novembre 1st, 2014
GIOVANNI DI VITO

I cambiamenti sono sempre stati forieri di scenari più o meno imprevedibili, ma negli ultimi 20 anni, da quando ho incominciato gli studi di architettura, ho avuto modo di assistere ad una vera e propria rivoluzione, ancora in corso in questi anni.

Bruno Munari diceva che “se si impara ad affrontare piccoli problemi si può pensare anche di risolvere poi problemi più grandi“. In questo, essere progettista è un vantaggio poiché si impara una metodologia progettuale con la quale affrontare nuove sfide, anche le più ardue. Questa capacità ha spinto i creativi dell’autoproduzione a praticare le nuove strade, che la rivoluzione digitale suggeriva in maniera sempre più insistente.
Insieme ai soci del mio studio, Antonietta e Luigi, rispettivamente architetto e designer, ho capito che l’autoproduzione può permettere una crescita della figura stessa del progettista che, dovendosi relazionare direttamente con le problematiche di produzione e, non ultime, di logistica, implementa nella sua prima concettualizzazione la soluzione alle questioni con cui di volta in volta si confronta.

Divito-vassoio

Comprendere la visione di insieme di un processo comporta necessariamente un’ottimizzazione fin dalla fase progettuale e, per conseguenza, determina una innovazione complessiva. Ho sempre pensato che l’Italia fosse il tessuto ideale per ottimizzare questo nuovo impianto: in un posto dove molte eccellenze faticano a trovare voce e rappresentanza in istituzioni o enti troppo ingessati e statici per anticipare il futuro; ecco il manifestarsi del deus ex machina che, con le sembianze della rete, ha di fatto permesso di creare una trama spontanea, solida e vitale di cooperazione tra queste eccellenze.
L’itinerario non è cambiato, e prevede ancora tutte le delicate fasi obbligatorie: progettazione, prototipazione, produzione e commercializzazione; ma ciascuna di esse può essere demandata e svolta in simbiosi con le singole professionalità specifiche che, a questo punto, interagiscono in maniera innovativa.

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