DESIGN ARTIGIANALE

creativi e autoproduzione

PER INIZIARE UNA NUOVA ATTIVITA’ COME DITTA INDIVIDUALE

Per diventare imprenditori, per prima cosa bisogna stabilire se esordire con una ditta individuale o con una società. Della seconda soluzione sappiamo che consente di superare diversi ostacoli per l’inizio dell’attività ma ha un costo decisamente impegnativo e cosa non trascurabile, per il fisco una società deve fare reddito e le attese sono alte, dimostrare il contrario, nelle sedi opportune, a volte comporta qualche difficoltà per il contribuente. Invece per iniziare con le cose semplici vogliamo fare chiarezza sulle opportunità della ditta individuale.

Un possibile inquadramento fiscale per gli autoproduttori
Nel caso di un progettista che ha già una partita iva come architetto o ingegnere, può ampliare la propria partita iva e allargare la propria struttura operativa come progettista laboratorio. Evidentemente dovrà aprire un altro codice attività come laboratorio di produzione e iscriversi in camera di commercio nella sezione speciali artigiani. Se invece un progettista non ha ancora una partita iva ci sono diverse strade da poter scegliere anche in base alla previsione del fatturato. Una di queste è il regime dei minimi applicabile nel caso in cui negl’ultimi tre anni non ha mai lavorato nel settore, non supera un fatturato di 30.000 euro, non acquista beni del valore di 15.000 euro ammortizzabili in 3 anni e non assume personale. In molti casi, questi del regime dei minimi sono proprio i requisiti minimi per avviare un’attività.”

Costi per l’apertura di una posizione fiscale con questi requisiti
Questa soluzione consente il pagamento di una sola imposta sostitutiva che è del 5% sulla differenza dei ricavi meno i costi e il pagamento dei contributi previdenziali che poi verranno detratti. I progettisti che scelgono questa soluzione non pagheranno l’iva e l’irap perché sostituita dall’imposta sostitutiva e non sono soggetti a studi di settore. E’ un buon sistema per iniziare anche se è molto limitante perché i parametri sono abbastanza restrittivi.

Ida Palmieri, beneventana, classe ’79, commercialista e revisore legale dal 2008. Dal 2004 al 2008 ha collaborato presso lo studio di consulenza Fingeco di Caserta, specializzandosi nella consulenza, nella progettazione e nel fiscale. Due master all’attivo, in marketing, bilancio e revisore. Dal 2008 esercita l’attività di dottore commercialista, e gestisce Open consulting una società di consulenza per la realizzazione e implementazione di progetti per le imprese.

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