DESIGN ARTIGIANALE

creativi e autoproduzione

luglio 15th, 2015
LES CHOURETTES

“DIO HA FATTO LA FEMMINA E I SARTI LA DONNA” PITIGRILLI

Due giovani signorine – o, come preferirebbero essere chiamate loro in dialetto meneghino, rivisitato e modernizzato, “Les Chourettes” – Ester Raimondi e Stella Dondini, dal 2012 conducono con vivacità e determinazione molteplici attività presso il loro laboratorio di corso san Gottardo a Milano: lezioni di cucito, workshop tematici su diverse tipologie di abito, creazione di capi su misura, restyling di indumenti danneggiati e realizzazione di vestiti per gli studenti degli istituti di design.
Sarte, stiliste e modelliste che per formazione e vocazione creativa hanno scelto l’autoproduzione come percorso di crescita, un modus operandi che permette di controllare la produzione tout court, senza intermediari.

Chourettes-accessori

La scelta dei tessuti, il disegno del cartamodello danno vita a progetti unici, personali, dove le piccole serie costituiscono quel plusvalore tanto ricercato e citato dalle maison del sistema moda.
Il segreto risiede nei passaggi produttivi cesellati alla perfezione, per condividere un bagaglio esperienziale fondato sul campo, in uno spazio per ri-crearsi e confrontarsi, trasmettendo una passione autentica per il know how gestito in totale autonomia, sensibilizzando i clienti sui vari gradi di difficoltà che investono i metodi procedurali indispensabili per dar vita alle creazioni sartoriali. (il sito web)
Nonostante la complessità del processo esecutivo, gli utenti dei corsi riconoscono l’artigianalità come stato di grazia, in cui esercitare in prima persona la comunione di sforzi generati dall’incontro fra la verve creativa ed il corpus normativo per la sua concretizzazione in opere uniche.
Se un tempo si delegava agli artigiani il compito di forgiare i criteri attraverso i quali identificare il lusso come merce esclusiva, destinata ad un élite circoscritta, oggi potremmo essere noi, con il loro ausilio, a ridefinire i contorni di una dimensione speculativa finora autoreferenziale.
L’unicità autoprodotta diviene bene performativo, partecipato, dove la somma dei saperi non si parcellizza a beneficio di pochi, ma incrementa le competenze dei fruitori, e la serializzazione di scambi aumentandone la capacità di diffusione.

Sabrina De Mercurio

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