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creativi e autoproduzione

di Marcello Napoli –

IL PRESIDENTE. JOHN FITZGERALD KENNEDY. LA LUNGA STORIA DI UNA BREVE VITA

Un passo indietro…in tempi di elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti e il ricordo di un grande giornalista (vivo!)
Vino nuovo in vecchio otre. Il libro di Gianni Bisiach, giornalista e storico, è una riedizione ampliata e riveduta dei suoi libri, inchieste, interviste, documentazione in prima persona sulla vita di JFK, ma soprattutto sull’omicidio che cambiò la storia non solo dell’America ma del mondo. 475 pagine corredate da documenti e fotografie, note e inedite che delineano la meteorica apparizione di un Presidente USA per molti accomunato, dalla stessa tragica sorte, al padre della patria: Abraham Lincoln. Da pagina 21 a 24 Bisiach, autore tra l’altro del film “I due Kennedy” ed ispiratore del film JFK, del regista Oliver Stone, con Kevin Costner, ci dà il profilo esatto e documentato di ciò che accadde quella maledetta mattina del 23 novembre 1963. Superato il Rapporto Warren che fu un’invenzione del neo presidente L.B. Jonhson per evitare conflitti con Cuba e poi con l’Unione Sovietica, risulta chiaro che il gruppo di fuoco è di 4 elementi, tra cui Lee Oswald. (Tra gli altri sarà presente anche Earl Ray, killer di Cosa Nostra, che nel 1968 ucciderà M.L. Ling) Petrolieri, Cia, FBI, Mafia; più che un complotto, un colpo di Stato, una vendetta. Ma il libro è molto di più; è un viaggio nelle speranze perdute, in un’Italia che stava progredendo economicamente e politicamente. Va ricordata l’estate 1962; Jacqueline Kennedy e sua figlia Caroline e la sorella Lee Radzwill furono ospiti in costiera amalfitana e a Paestum (v. foto*) con amici come Giovanni e Marella Agnelli. (Si parlò anche di pettegolezzi, ma a scanso di equivoci Bisiach glissa con un perentorio “Jacqueline non era proprio questa assatanata di sesso e cascata di sensualità”, questo il senso delle sue parole) L’ultimo viaggio di JFK fu proprio in Italia, a Roma e a Napoli. Il centro sinistra e Moro stavano aprendo la strada a importanti riforme sociali ed erano solo sulla carta l’attentato e la scomparsa di Mattei e di Olivetti. Sarebbe stata un’altra Italia e ben diversa da questo asteroide fastidioso dell’Europa.

Marcello Napoli

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