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creativi e autoproduzione

febbraio 2nd, 2015
IL RAGAZZO INVISIBILE

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di Massimo Consorti

IL RAGAZZO INVISIBILE

Regia di Gabriele Salvatores – Italia/Francia – 2014 – 100 min.
Con Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Christo Jivkov, Noa Zatta.

Architettura narrativa solida, estetica precisa”. È solo una frase, ma racchiude l’impianto filmico del “Ragazzo invisibile”, ultimo, piacevole lavoro di Gabriele Salvatores.
Michele, un adolescente come tanti, vive a Trieste. È figlio di una poliziotta single (Valeria Golino) e vive la sua età in un modo molto più complesso da quello di altri coetanei. Sbeffeggiato e tiranneggiato dai compagni di classe, semplicemente non “visto” dalla ragazza di cui è innamorato, Michele scopre a un certo punto di essere dotato di un superpotere: diventare invisibile.
Il film può iniziare, e lo fa restando sempre sospeso fra la favola e una realtà apparentemente inserita in un contesto fumettistico. Quando si tratta di volare un po’, Salvatores è un maestro. A lui i canoni classici della cinematografia interessano solo come riferimento sintattico, e in questo è ineccepibile.
Michele deve trovare la sua via verso la vita, e il superpotere del quale è dotato rappresenta la chiave di volta psicologica di una esistenza acerba in attesa di crescere. Allora questa chiave chiamata invisibilità, è l’unica che sembra essere alla portata di mano di un adolescente che attraverso l’assenza riesce a imporre la sua presenza. La storia della formazione dei poteri di Michele è una chicca che parte da un disastro nucleare e arriva al delirio di dominio del mondo caro ai fumetti americani degli anni ’50. In più c’è la mano di Salvatores, una garanzia ultradecennale.

Massimo Consorti

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