DESIGN ARTIGIANALE

creativi e autoproduzione

dicembre 1st, 2014
REGIME FORFETTARIO

APPROFONDIMENTO CON L’ESPERTO

Il regime forfettario che partirà nel 2015 presenta significative differenze con il regime dei minimi. Esprimere valutazioni circa la convenienza di tale regime rispetto al precedente risulta particolarmente difficile, perché presenta una maggiore rilevanza l’attività che il soggetto d’imposta svolge ai fini dell’inquadramento fiscale, e quindi dell’imposizione.

Un designer autoproduttore è sicuramente un soggetto che svolge un’attività complessa, nella quale talvolta è difficile caratterizzare l’attività come professionale o d’impresa, con le conseguenze non solo fiscali che ne derivano (ad esempio, iscrizione alla CCIAA e obblighi diversi per chi svolge attività d’impresa, in generale comunque adempimenti non necessari per chi svolge un’attività professionale); in questo articolo, per semplificazione ed esigenze di spazio, si assume che l’autoproduttore possa inquadrarsi come designer (quindi prenderemo in considerazione il codice ATECO 74.10.10). Il prossimo approfondimento riguarderà i codici ATECO e la loro rilevanza ai fini fiscali, onde consentire una migliore comprensione di quanto si sta qui soltanto accennando.
Il regime in oggetto, comunque, prevede le seguenti innovazioni:
– calcolo dell’imposta secondo un criterio forfetario, che per le attività professionali (codici che iniziano con 64, 65, 66, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 85, 86 e 87) prevede una soglia massima di reddito pari ad € 15.000 ed un’aliquota fissa del 67% da applicare ad esso, per ottenere l’imponibile soggetto ad aliquota del 15%;
– deducibilità dei soli oneri previdenziali;
– regime naturale per chi apre una nuova partita IVA (quindi non sarà necessaria nessuna scelta per rientrarvi, anche se sarà sempre possibile optare per il regime ordinario);
– nessuna scadenza temporale: fin quando si rimane nei limiti di reddito si può continuare ad usufruire delle stesse regole;
– agevolazioni per chi inizia una nuova attività: si sostanziano nell’eliminazione del minimo contributivo (vedi precedente approfondimento) previsto dall’INPS per il primo anno e i successivi due, rimanendo obbligatorio il solo contributo a percentuale sull’eccedente il massimale (che però per i professionisti evidentemente non si applicherà mai). Requisiti fondamentali per accedere a detta agevolazione sono: il non aver mai svolto attività professionale, artistica o d’impresa nei tre anni precedenti; non aver mai esercitato l’attività che si sta cominciando come lavoratore dipendente (escludendo l’attività di tirocinio, se prevista); se l’attività è acquistata da altro soggetto il reddito di quest’ultimo non deve superare i limiti previsti dal regime;
– rimangono alcune agevolazioni previste già per i minimi, come l’esenzione dall’obbligo di tenuta di alcuni libri contabili, la non applicazione dell’IVA, la non soggezione alle ritenute d’acconto, la mancata soggezione all’IRAP.
In massima sintesi e come esempio veloce, un designer che dichiarasse 15.000€ dovrebbe versare all’erario la seguente cifra:

15.000*67%=10.050*15%=1.507,50 €

Indipendentemente dagli oneri sostenuti per l’attività.

Amleto Soldani

4 thoughts on “REGIME FORFETTARIO

  1. buongiorno,
    le pongo alcune domande relative al regime dei minimi 2015.

    sono un designer (a settembre 2015 compio 34 anni) lavoro nel campo dell’arredo design, mi occupo di progettazione di arredi su misura e autoproduco complementi d’arredo per privati, gallerie e negozi del settore.

    sto valutando se aprire la partita iva come autoproduttore con codice attività 74101.

    l’attività primaria sarà la produzione-commercio di complementi d’arredo e l’attività secondaria il servizio di progettazione.

    a riguardo ho alcune domande da porle.

    1-come vengo inquadrato dal fisco: artigiano o libero professionista?
    2-a quanto possono arrivare i ricavi per gli artigiani o di questo tipo?
    3-è possibile avere una sede legale in casa e una sede operativa (laboratorio – dove eseguire i manufatti) presso un’altra struttura? es: laboratorio artigianale del paese che mette a disposizione i propri spazi e strumenti per autoproduttori. serve un documento tipo contrattto di locazione o affitto o altro?

    rimango in attesa
    distinti saluti

  2. Buongiorno a Lei.

    1- Il fisco La inquadra a seconda del codice ateco che sceglie. Se l’attività primaria è quella di produzione/commercio e quella di design è solo secondaria, dovrà scegliere un codice differente, che rispecchi l’attività produttiva svolta. Dovrà conseguentemente inquadrarsi come artigiano.
    2- Se ho capito bene la domanda, Lei vuole sapere qual è il limite massimo di ricavi previsto per un artigiano. Anche questo varia da codice a codice (anche perché non esiste un singolo tipo di artigiano); quello illustrato nell’articolo vale per il 74.10.10, che però è un codice che rispecchia la sola attività di progettazione e non anche quella di produzione; considerando prevalente quest’ultima, pertanto, non possiamo prendere quel codice ateco come riferimento.
    3- Dando per scontato che nel suo caso si tratti di impresa individuale, tecnicamente non si può parlare di sede legale; in ogni caso, è possibile eleggere un domicilio fiscale al quale far pervenire la corrispondenza, specificando uno o più luoghi nei quali viene effettivamente svolta la produzione. Nel caso invece volesse svolgere attività in forma di società (di persone o di capitali) basterà indicare una sede legale diversa da quella operativa.
    In ogni caso sarà opportuno, in relazione alla sede di effettiva produzione, avere dei contratti in forma scritta (di locazione, o accordi commerciali, o accordi a titolo di agevolazione per un particolare tipo di attività) attestanti il proprio diritto ad usufruire del luogo, e per ragioni civilistiche, e per ragioni di iscrizione alla CCIAA, e per eventuali controlli della forza pubblica. Infine è il caso di specificare che questi luoghi devono rispettare i requisiti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e devono contenere tutto l’occorrente allo svolgimento della propria attività.
    Per ogni ulteriore chiarimento rimango a disposizione.
    Cordialità.

  3. Salve,leggendo il suo articolo,mi chiedevo se un designer che fa autoproduzione iscritto con il codice ateco741010 e che usa il regime forfettario quali compensi è tenuto a versare all INPS visto che non rientra ne nel commercio ne nell artigiano?
    Il designer ha aperto una nuova p.iva,ha meno di 35 anni ed è iscritto da pochi mesi.

    Sicuro in una sua risposta

    Cordiali saluti

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