DESIGN ARTIGIANALE

creativi e autoproduzione

gennaio 2nd, 2016
SALVATORE DI DOMENICO

SALVATORE, IL LAVORO E IL MARE

Salvatore Di Domenico
Parola
Mare

«Ricordo ancora mia madre che diceva alle mie sorelle che bisognava imparassero un mestiere, così come ricordo che pochi anni dopo venne il mio turno. Vorrei sottolineare questo aspetto, al tempo non si diceva fare un mestiere, si diceva imparare un mestiere, c’era questo legame tra l’imparare a fare qualcosa, tra l’imparare e il lavoro, c’era quest’idea di un lavoro che andava imparato, e mia madre, come molte persone anziane, insisteva sempre su questo punto. Si diceva “impara un mestiere e mettilo da parte”, anche per chi voleva o poteva studiare era importante saper fare qualcosa, avere un mestiere. In questo rapporto tra l’apprendimento e il lavoro c’era per molti aspetti un’idea più alta del lavoro, il rispetto per chi lavorava, per chi imparava a lavorare vicino a un esperto, a un maestro, da apprendista. Il lavoro ti faceva crescere in molti modi, ti consentiva di saper fare qualcosa, di essere padrone di un mestiere dall’inizio alla fine: avevi imparato a fare delle cose, eri utile a fare qualcosa nella società, almeno una cosa finita la sapevi fare e questo era considerato un valore. Non a caso si diceva ’o mastro fravecatore, ’o mastro falegname, ’o mastro d’ascia, ’o mastro scarparo.»
Leggete la storia di Salvatore

Vincenzo Moretti

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