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	<title>DESIGN ARTIGIANALE &#187; Concorso letterario</title>
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		<title>CONSEGNA IL RACCONTO</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 00:00:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/consegna-elaborato/">CONSEGNA IL RACCONTO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p>CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE DEDICATO ALL&#8217;AUTOPRODUZIONE Considerando che è importante l&#8217;anonimato, i racconti che saranno consegnati con file che non rispecchiano le indicazioni del bando verranno esclusi dalla competizione, pertanto prima di inviarli fare un&#8217;ulteriore verifica con le richieste del bando. (vedi chi c&#8217;è in giuria) Scarica la versione sintetica della pubblicazione della scorsa edizione</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/consegna-elaborato/">CONSEGNA IL RACCONTO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE DEDICATO ALL&#8217;AUTOPRODUZIONE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Considerando che è importante l&#8217;anonimato, i racconti che saranno consegnati con file che non rispecchiano le indicazioni del bando verranno esclusi dalla competizione, pertanto prima di inviarli fare un&#8217;ulteriore verifica con le richieste del bando.<br />
(<a href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-bando-terza-edizione-2016-autoproduzione/">vedi chi c&#8217;è in giuria</a>)</p>
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<a title="bando" href="https://www.designartigianale.it/BandoConcorsoLetterario2016.pdf" target="_blank">
<p style="font-size: 25px; text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><strong>SCARICA IL BANDO INTEGRALE</strong></span></p>

</a>
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<p><a href="https://www.designartigianale.it/pubblicazione2015_sintesi.pdf" target="_blank"><strong>Scarica la versione sintetica della pubblicazione della scorsa edizione</strong></a></p>
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		<title>LUCA CASCELLA &#8211; IL RACCONTO</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 00:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/luca-cascella-racconto-concorso-letterario-designer-autoproduttori/">LUCA CASCELLA &#8211; IL RACCONTO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p>USARE IL RACCONTO PER SPIEGARE Nell&#8217;ambito del tour italiano dedicato alla promozione della seconda edizione del concorso letterario per i designer autoproduttori, abbiamo fatto tappa anche a Bari, e tra i vari piacevoli incontri abbiamo conosciuto un giardiniere e creativo barese che ama scrivere per raccontare ciò che fa e come lo fa. E&#8217; Luca Cascella, [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/luca-cascella-racconto-concorso-letterario-designer-autoproduttori/">LUCA CASCELLA &#8211; IL RACCONTO</a><br />
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/luca-cascella-racconto-concorso-letterario-designer-autoproduttori/">LUCA CASCELLA &#8211; IL RACCONTO</a><br />
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<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>USARE IL RACCONTO PER SPIEGARE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ambito del tour italiano dedicato alla promozione della seconda edizione del <strong>concorso letterario</strong> per i <a href="https://www.designartigianale.it/chi-ne-parla/">designer autoproduttori</a>, abbiamo fatto tappa anche a Bari, e tra i vari piacevoli incontri abbiamo conosciuto un giardiniere e creativo barese che ama scrivere per raccontare ciò che fa e come lo fa.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; <strong>Luca Cascella,</strong> classe &#8217;59, che preferisce scriverle le cose più che dirle direttamente dalla sua voce, e ci ha regalato un suo contributo che a noi della redazione è molto caro perché abbiamo un rapporto speciale con il racconto, e siamo certi che questo di Luca vi piacerà. Lui presenta il suo racconto con un banchetto sul quale sono incollati dei fogli che ci ha dato in formato digitale, e per questo li pubblichiamo integralmente così come stavano sul suo banchetto.</p>
<p><a href="https://designartigianale.it/documenti/luca.pdf" target="_blank">Chi è luca</a><br />
<a href="https://designartigianale.it/documenti/la%20felicita.pdf" target="_blank">La felicità</a><br />
<a href="https://designartigianale.it/documenti/professione%20creativo.pdf" target="_blank">Professione creativo</a><br />
<a href="https://designartigianale.it/documenti/ridare%20valore.pdf" target="_blank">Ridare valore</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/luca-cascella-racconto-concorso-letterario-designer-autoproduttori/">LUCA CASCELLA &#8211; IL RACCONTO</a><br />
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		<title>DAL RACCONTO AL DESIGN</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 00:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-designer-autoproduttori-idakia-ida-chiatante/">DAL RACCONTO AL DESIGN</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p>PER IDA CHIATANTE IL DESIGNER NON PUÒ PRESCINDERE DAL RACCONTO Questa volta voglio incominciare dalla fine: brava Ida! Ecco finalmente un designer che ristabilisce oggi il contatto, da tempo perduto, con il progetto. Si perché perdersi, spendere del tempo, impegnare la mente a pensare per scrivere una storia è il mezzo migliore per progettare. Bisognerebbe ricordarsi [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-designer-autoproduttori-idakia-ida-chiatante/">DAL RACCONTO AL DESIGN</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-designer-autoproduttori-idakia-ida-chiatante/">DAL RACCONTO AL DESIGN</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>PER IDA CHIATANTE IL DESIGNER NON PUÒ PRESCINDERE DAL RACCONTO </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta voglio incominciare dalla fine: brava Ida! Ecco finalmente un <strong>designer</strong> che ristabilisce oggi il contatto, da tempo perduto, con il progetto. Si perché perdersi, spendere del tempo, impegnare la mente a pensare per scrivere una storia è il mezzo migliore per progettare. Bisognerebbe ricordarsi più spesso che chi fa il designer ha un compito: sgombrare la propria mente per sorprendere il prossimo.<strong> Ida Chiatante</strong>, alias <strong>IdaKia</strong>, porta avanti un metodo di lavoro tutto incentrato sul <strong>racconto</strong>, o meglio ancora, la sua è una vera e propria ricerca i cui contorni sono definiti dal pensiero, la parola, l&#8217;immagine, il progetto ed infine l&#8217;oggetto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro con IdaKia, guarda caso, è avvenuto proprio nel corso della presentazione della seconda edizione del concorso letterario &#8220;Design Artigianale&#8221; a Putignano. Lei, proprio per via del suo percorso creativo, ha comunicato immediatamente l&#8217;entusiasmo per il concorso perché viene chiesto ai <a href="https://www.designartigianale.it/chi-ne-parla/">designer autoproduttori</a> di scrivere una storia e non un progetto. Ma lei concorda con noi che scrivere è il primo passo creativo per definire il progetto.<br />
IdaKia ama definirsi &#8220;designer senza radici&#8221; ed in questo io leggo la sua naturale propensione all&#8217;esplorare senza timori la realtà e l&#8217;immaginario, ingredienti vicini e lontani che le consentono di esprimersi attraverso un linguaggio molto personale, come quello utilizzato nel progetto di ricerca S_Artorie; un viaggio sulla valorizzazione, riscoperta ed osservazione del lavoro artigianale del Sarto, lavoro dai tempi lenti e dai gesti antichi (<a href="https://www.facebook.com/ida.chiatante" target="_blank">informazioni sul web</a>).<br />
Ora posso finire con l&#8217;inizio: IdaKia, designer e fotografa, si laurea in industrial design della moda e della comunicazione presso il Politecnico di Milano, per poi specializzarsi nel design dell&#8217;accessorio presso L&#8217;ente tessile di Como; la sua evoluzione professionale spazia dai percorsi sul digital fashion in Bucarest alle collaborazioni nel mondo artigianale pugliese.</p>
<p><strong><a href="https://www.designartigianale.it/giovanni-di-vito/">Giovanni Di Vito</a></strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-designer-autoproduttori-idakia-ida-chiatante/">DAL RACCONTO AL DESIGN</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
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		<item>
		<title>IN TOUR PER IL CONCORSO</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 23:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-designer-autoproduttori/">IN TOUR PER IL CONCORSO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p>VIENI A SCOPRIRE IL CONCORSO NELLA TUA CITTÀ Per presentare la seconda edizione del Concorso letterario nazionale &#8220;Design Artigianale&#8221;, dedicato ai designer autoproduttori, è stato organizzato un tour di incontri con i creativi autoproduttori in 13 città. Ecco l&#8217;ultima data: 3 dicembre 2014 ore 10,30 Torino presso Poliservizi Michele Rua 1°piano stanza 19 Corso Cadore, [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-designer-autoproduttori/">IN TOUR PER IL CONCORSO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-designer-autoproduttori/">IN TOUR PER IL CONCORSO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>VIENI A SCOPRIRE IL CONCORSO NELLA TUA CITTÀ</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per presentare la seconda edizione del <strong>Concorso letterario</strong> nazionale &#8220;Design Artigianale&#8221;, dedicato ai <a href="https://www.designartigianale.it/chi-ne-parla/">designer autoproduttori</a>, è stato organizzato un tour di incontri con i creativi autoproduttori in 13 città.<br />
Ecco l&#8217;ultima data:</p>
<p><strong>3 dicembre 2014 ore 10,30 Torino</strong> presso Poliservizi Michele Rua 1°piano stanza 19<a href="https://www.google.it/maps/place/Corso+Cadore,+20,+10153+Torino/@45.0755,7.7229,17z/data=!3m1!4b1!4m2!3m1!1s0x478872f55083c57b:0x3ad3b9c96e54fe6a" target="_blank"> Corso Cadore, 20/8</a><br />
<!--

<p style="font-size: 25px; text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><strong>SCARICA IL BANDO INTEGRALE</strong></span></p>


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<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-designer-autoproduttori/">IN TOUR PER IL CONCORSO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO</title>
		<link>https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-design-artigianale/</link>
		<comments>https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-design-artigianale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 23:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[chi ne parla]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-design-artigianale/">SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p>IL 10 OTTOBRE 2014 È PARTITA LA SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE &#8220;DESIGN ARTIGIANALE&#8221; Questo concorso, pur essendo letterario, ha lo scopo di sensibilizzare i lettori alla figura emergente dell&#8217;autoproduttore, ovvero di quei progettisti e creativi che tipicamente elaboravano solo il progetto di un&#8217;idea e che, aderendo al modello dell&#8217;autoproduzione, sono diventati i produttori [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-design-artigianale/">SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/concorso-letterario-design-artigianale/">SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO</a><br />
<a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it">DESIGN ARTIGIANALE</a>.</p>
<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>IL 10 OTTOBRE 2014 È PARTITA LA SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE &#8220;DESIGN ARTIGIANALE&#8221;</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo <strong>concorso</strong>, pur essendo letterario, ha lo scopo di sensibilizzare i lettori alla figura emergente dell&#8217;<a href="https://www.designartigianale.it/chi-ne-parla/">autoproduttore</a>, ovvero di quei progettisti e creativi che tipicamente elaboravano solo il progetto di un&#8217;idea e che, aderendo al modello dell&#8217;<strong>autoproduzione</strong>, sono diventati i produttori della sintesi del progetto mediante un proprio marchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concorso sarà tutto imperniato sulla scrittura, senza trattare delle tecniche di produzione e prodotto. Lo scopo è quello di far conoscere al lettore, attraverso una produzione letteraria l’impegno morale, fisico ed economico che c’è dietro le storie degli <strong>autoproduttori</strong>.<br />
Gli autoproduttori hanno spesso una formazione tecnico-umanistica che presuppone una capacità linguistica, che si confà con una produzione letteraria che può consentire agli stessi di far comprendere la propria passione per il loro ambizioso progetto imprenditoriale. Un progetto che può indicare una strada del fare, dalla quale ripartire per rilanciare dal basso il <strong>modello Italian Style</strong> che ha conquistato il mondo e che ancora oggi può continuare a farlo.</p>
<p style="font-size: 25px; text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><strong>LA GIURIA</strong></span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Angelo Soldani</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">designer autoproduttore e direttore responsabile del giornale online Design Artigianale</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Anty Pansera</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">storica dell&#8217;arte e membro del consiglio d&#8217;amministrazione della Fondazione del Museo della Triennale</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Alessandro Guerriero</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">direttore di Tam Tam</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Fulvio Scarlata</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">giornalista de IL MATTINO</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Gerardo Malangone</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">architetto, giornalista e scrittore</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Giovanna Talocci</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">vicepresidente ADI</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Laura Agnoletto</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">art director MISIAD</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Marcello Napoli</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">giornalista de IL MATTINO per le pagine culturali</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Rodrigo Rodriquez</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">presidente di Material Connexion Italia</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Vincenzo Moretti</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">sociologo e scrittore</span></p>
<p style="font-size: 25px; text-align: justify;">

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		</item>
		<item>
		<title>ALBERTO RUDELLAT: IL RACCONTO INTEGRALE</title>
		<link>https://www.designartigianale.it/alberto-rudellat-racconto-concorso-letterario/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 23:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[vincitori]]></category>
		<category><![CDATA[alberto rudellat]]></category>
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<p>“WHO YOU GONNA CALL?”: IL RACCONTO INTEGRALE CHE HA VINTO IL CONCORSO Dalla televisione accesa arrivava un brusio indistinto. Sdraiato sul divano, con i piedi a penzolare nel vuoto, Diego fissava distrattamente lo schermo, sovrappensiero. Erano quasi le dieci di sera e la fame iniziava a farsi sentire, ma non aveva la forza di alzarsi. [&#8230;]</p>
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<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>“WHO YOU GONNA CALL?”: IL RACCONTO INTEGRALE CHE HA VINTO IL CONCORSO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla televisione accesa arrivava un brusio indistinto. Sdraiato sul divano, con i piedi a penzolare nel vuoto, Diego fissava distrattamente lo schermo, sovrappensiero. Erano quasi le dieci di sera e la fame iniziava a farsi sentire, ma non aveva la forza di alzarsi. La punta del pollice in bocca, con i denti mordicchiava il bordo della garza che gli fasciava il dito, simpatico souvenir di un incontro ravvicinato con la lama della combinata.<br />
Dodici dicembre. Ancora tre giorni di tempo per trovare i soldi dell&#8217;affitto. O almeno una scusa credibile per avere una proroga. Spostò lo sguardo sul tavolino, su cui stava sparpagliato il contenuto del suo portafogli: due monete da un euro e qualche spicciolo di rame, un biglietto da visita, una fototessera e l&#8217;ultima banconota da 10, rossa come il suo conto in banca. Sospirò, arruffandosi i capelli con la mano sana. Almeno il tavolino era bello. Fatto da loro, con due cassette della frutta recuperate dal mercato sotto casa. Riceveva sempre grandi complimenti per quel tavolo, mai nessuno che volesse comprarlo però. E così per gli altri prodotti. Il suo socio dava la colpa al potere del marketing. E alla crisi. E a Ikea. E alla sfortuna. Soprattutto alla sfortuna, nella quale credeva ciecamente e contro cui combatteva con coraggio dal momento stesso in cui era nato. O meglio, dall&#8217;istante esatto in cui suo padre si era recato all&#8217;ufficio anagrafe e, con la lingua impastata dall&#8217;alcool versato generosamente durante i festeggiamenti, l&#8217;aveva registrato come Basquale. Con la B di Bologna. All&#8217;impiegato che sgranava gli occhi, chiedendogli se era proprio sicuro, aveva risposto orgoglioso: Basquale, come mio padre!<br />
E Basquale fece il suo ingresso in soggiorno, avvolto nell&#8217;accappatoio azzurro.<br />
“Senti qua cosa ho pensato mentre mi facevo la doccia.”<br />
“Mmmmm&#8230;”, rantolò Diego sapendo cosa lo aspettava.<br />
“Mi stavo lavando i capelli e lo shampoo mi è finito negli occhi.”<br />
“Si, ti ho sentito urlare.”<br />
“No, l&#8217;urlo non era per lo shampoo negli occhi, era perché mentre cercavo di togliermelo ho battuto una craniata sul portasapone. Comunque il punto non è questo. La cosa importante è che quel lampo di dolore assolutamente gratuito mi ha stampato in mente un&#8217;immagine, semplice e bellissima, per il nostro logo.”<br />
Diego non emise un suono, si limitò ad alzare gli occhi al cielo. Ma Basquale era troppo eccitato per farci caso.<br />
“Un cornetto rosso.”<br />
“Banale.”<br />
“Fammi finire! Un cornetto rosso che penzola da un ferro di cavallo e, tutto intorno, una corona di aglio. In alto a destra, una mano che fa le corna. In basso a sinistra una gatto nero che cammina, indifferente. Il tutto su sfondo giallo. Eh? Eh? Che te ne pare?”<br />
“Un&#8217;immagine semplice?!”<br />
“E bellissima.”<br />
E su questa Diego si alzò e si avviò verso il bagno, scuotendo la testa.<br />
“Si, però non te ne va mai bene una”, sospirò Basquale, offeso.<br />
Ma Diego ormai non lo sentiva più, l&#8217;acqua bollente che gli scorreva sulla testa, a lavare via il sudore di una giornata e le schegge di legno dai capelli.</p>
<p style="text-align: justify;">In officina faceva un freddo polare. La musica che usciva dalla radiolina appesa all&#8217;armadietto era completamente coperta dal frastuono dei macchinari. Diego finì di dare l&#8217;impregnante e si fermò a guardare il risultato. Quei maledetti peletti del legno si erano alzati e ora gli sarebbe toccato levigare di nuovo. Le braccia gli facevano male solo a pensarci. Basquale aveva lavato le latte dei pelati, le aveva verniciate e messe ad asciugare, e ora smanettava col portatile.<br />
“Industriato”, bofonchiò parlando da solo.<br />
“Come?” chiese Diego.<br />
“Industriato”, ripeté Basquale.<br />
“Industriato cosa?”<br />
“La roba che facciamo noi”<br />
“Basquà, per favore, cerca di farti capire. Metti un soggetto e un verbo almeno.”<br />
“Qualcuno definisce industriato il tipo di produzione che facciamo noi. A metà fra industria e artigianato.”<br />
“A parte che noi di industriale non abbiamo proprio niente, non sottovaluterei il fatto che industriato non è una parola!”<br />
“Non ti scaldare, non l&#8217;ho mica inventata io. Io al massimo avrei usato artustria. Ma in realtà quello che facciamo noi è più che altro artaign. A metà tra artigianato e design.”<br />
Questa volta Diego non riuscì a trattenere una risata. “Artign, allora.”<br />
“Lo so, ma artign fa schifo, artaign, con la A, suona molto meglio.”<br />
“In effetti si. Sembra un po&#8217; il nome di un moschettiere, ma sempre meglio che industriato.”<br />
“Bah,” sbuffò Basquale “chissà chi se li inventa questi nomi.”<br />
“E parli tu che ti chiami Basquale?”<br />
“Si, si, sempre la stessa battuta. Ma sotto sotto siete tutti un po&#8217; invidiosi, con i vostri nomi banali, triti e ritriti, già sentiti.”<br />
“Eh già. Sotto sotto. Molto sotto però.”</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;ora di pranzo le latte erano asciutte e sgargianti. Ora non restava che agganciarle alla struttura di legno e poi montare portalampada, cavo telato, spina e interruttore. A fine giornata le lampade sarebbero state pronte, salvo intoppi imprevisti, che con Basquale erano sempre dietro l&#8217;angolo. Ecco perché avevano scelto il nome Sfighesign. Un tentativo di esorcizzare la sfortuna.<br />
Finirono di mangiare, seduti a un tavolo di legno grezzo sistemato contro la parete, accanto alla fresatrice. Non particolarmente igienico, in effetti, ma oggi avevano fretta e non volevano perdere tempo. Natale si avvicinava, con i suoi mercatini, e quelle lampade dovevano essere pronte per la sera.<br />
“Dobbiamo trovargli un nome”, osservò Basquale mentre sbucciava un mandarino.<br />
Diego annuì mestamente, sputando i semi per terra, tra la segatura.<br />
“Qualche idea?”<br />
“Si”, sospirò Diego “lasciamo che ci pensi qualcun altro.”<br />
“Tipo chi?”<br />
“Che ne so. Qualcuno. Perché dobbiamo fare tutto noi?”<br />
“La parola autoproduzione ti dice qualcosa?” chiese Basquale con un sorriso.<br />
“Certo, ma pensavo si riferisse solo al fatto che, oltre a progettarli, i nostri prodotti ce li costruiamo anche!”<br />
“Esatto. E gli diamo anche un nome. E un prezzo. E li fotografiamo. E li vendiamo. E ci facciamo da soli anche la comunicazione e il marketing.”<br />
“A saperlo, invece che un brand di design fondavo un gruppo punk.”<br />
“Pensa a un nome invece che lamentarti.”<br />
“Ma cosa vuoi che ne sappia? Sei tu il creativo, fatti venire un&#8217;idea.”<br />
“Qualcosa che abbia a che fare con le latte di pomodori?”<br />
“Si, può avere un senso”, ammise Diego.<br />
“Va bene, facciamo così: io sparo una raffica di nomi e tu mi dici cosa ne pensi.”<br />
“Spara.”<br />
E Basquale sparò.<br />
“Lattaluce.”<br />
“Orribile.”<br />
“Allattami.”<br />
“Disgustoso.”<br />
“Caffellatta.”<br />
“Cosa c&#8217;entra il caffè?”<br />
“Che ne so, hai detto spara e io sparo quello che mi viene in mente. Se non ti va bene possiamo scambiarci i ruoli: tu proponi e io boccio.”<br />
“No, scusa Basquà, hai ragione. Vai avanti.”<br />
“A mitraglia?”<br />
“A mitraglia.”<br />
“Scollatta.”<br />
“No.”<br />
“Lattuce”<br />
“No.”<br />
“ViaLatta”<br />
“Carino. Ma no.”<br />
“Uomo di Latta”<br />
“Eh?”<br />
“L&#8217;uomo di latta. Quello del Mago di Oz.”<br />
“Bello! Il Mago di Oz intendo, il nome fa schifo.”<br />
“E se la chiamassimo solo Oz?”<br />
Diego si grattò la barba per quasi un minuto, rimuginando assorto. Poi ruppe il silenzio. “Chiamiamola Dorothy, come la bambina protagonista.”<br />
“Bello!” esultò Basquale.<br />
“Grazie” sorrise Diego. “E come al solito ho fatto tutto io.”<br />
Basquale lo centrò in fronte con un mandarino.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinque Dororthy nuove di zecca, di cinque colori diversi, luccicavano sul tavolo da lavoro, sotto la luce bianca dei neon. Diego e Basquale le ammiravano soddisfatti. Quelle lampade erano il regalo di natale perfetto. Ai mercatini avrebbero fatto un figurone. Erano la lanterna che illuminava la strada verso il successo. O almeno verso un dicembre sereno, con l&#8217;affitto pagato e un meritato pandoro spolverato di zucchero a velo.<br />
“Siamo bravi quando ci mettiamo”, sospirò Diego.<br />
“Lo so. Il problema è che non ci conosce nessuno.”<br />
“È solo questione di tempo. Da domani inizieremo a esporre. Abbiamo stampato i biglietti da visita e le cartoline. E anche il sito è quasi pronto.”<br />
“Lo so, lo so. Ma sento che ci manca qualcosa. Qualcosa che gridi al mondo che esistiamo, che ci siamo anche noi.”<br />
“Un&#8217;altra delle tue idee strambe Basquà?”<br />
“Non un&#8217;idea. L&#8217;idea. Un video.”<br />
“Un video?”<br />
“Esatto, una pubblicità.”<br />
“E come diavolo la facciamo una pubblicità?”<br />
Basquale sorrise, mettendo in mostra una fila di denti bianchi da pubblicità. “Che domande! Lo autoproduciamo.”<br />
“Giusto. Stupido io a non averci pensato.”<br />
“Non essere troppo duro con te stesso. Piuttosto, chiama la tua ragazza e chiedile se ha un paio di occhiali tondi.”<br />
“La mia ragazza?! Cosa c&#8217;entra Elena?”<br />
“Non preoccuparti. Chiamala e basta. E chiedile anche di portare la videocamera del padre, già che ci sei.”<br />
“Ma devo chiamarla adesso?” chiese Diego sconsolato.<br />
“E quando se no? Domani si gira!” urlò Basquale, aggirandosi già con movenze da regista.<br />
Diego si prese la testa tra le mani, sull&#8217;orlo delle lacrime.<br />
“Continuo a pensare che con la musica sarebbe stato tutto più facile. I punk neanche li fanno i video!”</p>
<p style="text-align: justify;">“Vado eh. Lo sto caricando su Youtube.”<br />
Basquale era euforico come un bambino a natale. E in effetti il periodo era quello.<br />
Si sedettero sul divano, Elena al centro, e trattenendo il respiro diedero il via a quei 3 minuti e 40 di spettacolo puro.<br />
Scena 1.<br />
La telecamera inquadra Elena, vestita da segretaria, con un paio di occhiali tondi come non se ne vedevano dal 1984. Il telefono accanto a lei squilla e, dall&#8217;altro capo, una voce terrorizzata strilla: “Aiuto! C&#8217;è uno spettro sumero dentro la mia lampada! Mi fa i gestacci con le ombre cinesi”. Elena continua a limarsi le unghie, la cornetta tra la spalla e l&#8217;orecchio. “Signora, non ho capito: è sumero o cinese? Sumero. Ne è proprio sicura? Gliel&#8217;ha detto lui? Ma soprattutto, che tipo di lampada ha lei?”<br />
Non sentiamo la risposta, ma vediamo Elena scuotere la testa e alzare gli occhi al cielo. “Signora, qui il problema non è lo spettro. Che male vuole che faccia un povero sumero di questi tempi? Sarà più spaventato lui di lei. Il suo vero problema è la lampada signora. Ma stia tranquilla, si è rivolta alle persone giuste. Arriviamo.”<br />
Elena aggancia il telefono e preme distrattamente un pulsante rosso sulla scrivania. Una sirena squarcia l&#8217;aria. Da una pertica, un tubo innocenti per essere precisi, Diego e Basquale si calano con agilità da pompieri, fasciati in tute da lavoro grige.<br />
“Qualche problema?” chiede Basquale con faccia da attore consumato.<br />
“Una lampada infestata”, risponde Elena.<br />
Diego schiocca le dita e una Dorothy verde si materializza davanti alla telecamera. “Dicci solo dove dobbiamo consegnarla.”<br />
Stacco su Basquale che strizza l&#8217;occhio alla telecamera (non erano riusciti a impedirglielo).<br />
Scena 2. All&#8217;aperto.<br />
Diego e Basquale caricano la lampada nel portabagagli di una Panda bianca e saltano dentro passando dai finestrini, come i cugini Duke di Hazard. La macchina parte sgommando e lasciando la metà dei copertoni sull&#8217;asfalto, mentre parte la sigla dei Ghostbusters opportunamente modificata, in barba alla SIAE.<br />
Paraparapara para-para-para paraparara Sfighe-sign.<br />
Stacco sulla targa “SFG 000 SGN”.<br />
Scena 3. Casa dei genitori di Elena.<br />
La signora Alessandra (madre di Elena, felicissima di poter dare finalmente sfogo alla sua vena artistica) apre la porta di casa e fa entrare i due eroi. Basquale avanza tenendo la lampada su una spalla, come nella pubblicità della Coca-cola. Diego lo segue, con in mano un metro di legno e un martello da carpentiere. La padrona di casa indica con un dito tremante il tavolino accanto alla finestra, su cui sta la lampada incriminata, e i due si scambiano uno sguardo d&#8217;intesa e annuiscono in favore di telecamera.<br />
“Signora”, sospira Basquale “questo è un classico caso di lampada infestata. Non ha idea di quanti ce ne capitino. Uno punta al risparmio, al prodotto di massa, e si ritrova uno spettro in giro per casa.”<br />
Diego allarga le braccia, a sottolineare l&#8217;ovvietà della situazione.<br />
“Ma allora cosa devo fare?” chiede la signora Alessandra con un accento che mette i brividi.<br />
“Rivolgersi a noi, signora” esclama Diego, suadente “per un prodotto unico e su misura. Senza spettri e altre brutte sorprese.”<br />
Scagliano la vecchia lampada dalla finestra (con grande disappunto della signora Alessandra, che non aveva ricevuto il copione), seguita dal lenzuolo bianco che rappresenta lo spettro sumero, e la sostituiscono con quella nuova.<br />
Primo piano della signora che sorride, estasiata. Diego prende le misure del paralume, senza motivo. Basquale, con gesto teatrale, estrae un pezzetto di carta vetrata e lo passa sul piano in legno, soffiandoci poi sopra.<br />
Inquadratura su Diego e Basquale, spalla contro spalla, a braccia conserte.<br />
Dissolvenza.<br />
Fine.</p>
<p style="text-align: justify;">“Mi vergogno come un ladro”, sibilò Diego accarezzandosi i lividi sulle braccia, figli della discesa dalla pertica e dell&#8217;entrata dal finestrino.<br />
Elena aveva le lacrime agli occhi dalle risate. Basquale non riusciva a trattenere la gioia e saltava da una parte all&#8217;altra del soggiorno. All&#8217;improvviso si bloccò, raggomitolato su sé stesso, prima di spiccare un balzo. Si guardò intorno, il terrore dipinto sul volto.<br />
“Cosa c&#8217;è?” chiese Elena, spaventata.<br />
Basquale non parlava.<br />
“Basquà, cosa c&#8217;è?”, chiese ancora Diego.<br />
La voce di Basquale uscì roca e sconsolata. “Ci siamo dimenticati. Non abbiamo messo i contatti. Nessuno potrà mai rintracciarci!”<br />
Fu Elena a rompere un silenzio carico di sconforto. “Non vi preoccupate. Il giorno in cui qualcuno si sveglierà con un fantasma nascosto sotto un mobile troverà il modo di contattarvi. Il vero problema è un altro. Sostituire una lampada è facile, ma voglio proprio vedere se avrete ancora quelle facce sorridenti e quell&#8217;espressione da Fonzie, dopo cinque piani di scale con una libreria sulle spalle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Rudellat</strong></p>
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		<title>BENNO SIMMA: ARCHITETTO, DOCENTE E MUSICISTA</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 23:25:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Concorso letterario]]></category>
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<p>SENZA COMPROMESSI Il design di oggi è molto diverso da quello che ho incontrato agli inizi della mia esperienza di designer. Negli anni ‘80, dopo lo studio dell’architettura a Venezia e varie esperienze come architetto, docente e musicista, mi ero lanciato ad esplorare il mondo dei prodotti, sopratutto i mobili e gli accessori per interni. [&#8230;]</p>
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<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>SENZA COMPROMESSI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>design</strong> di oggi è molto diverso da quello che ho incontrato agli inizi della mia esperienza di designer.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni ‘80, dopo lo studio dell’architettura a Venezia e varie esperienze come architetto, docente e musicista, mi ero lanciato ad esplorare il mondo dei prodotti, sopratutto i mobili e gli accessori per interni. In quel periodo, avevo deciso di trasferirmi da Bolzano a Milano per toccare con mano la realtà del design. Varie volte ho tentato contatti con aziende del settore, specialmente al salone del mobile, per presentare disegni ed idee con la speranza che si potessero realizzare. Allora, l’apparentemente inamovibile ruolo del designer‚ industriale’ era chiaro a tutti: si lavorava per la grande industria, per la produzione in serie. Un’altra via non era pensabile: il <strong>designer</strong> era una figura definita dalla società e dalla opinione dominante. Era molto difficile prefigurarsi una via alternativa.<br />
Nel frattempo mi sono stufato di rincorrere l’industria, e ben presto ho capito che per realizzare le proprie idee si doveva scegliere <a href="https://www.designartigianale.it/chi-ne-parla/">la via dell’<strong>autoproduzione</strong></a>. Da 10 anni faccio questo lavoro a Bolzano producendo sedie assemblabili, facili da montare e da spedire senza problemi in tutto il mondo. Le produco con un artigiano, su ordinazione. Non è facile. La strada è piena di ostacoli.<br />
Non posso dire di essere diventato ricco con questo lavoro, ma ho recuperato l’entusiasmo degli inizi, con la possibilità di fare quello che ritengo giusto, senza compromessi.</p>
<p><strong>Benno Simma</strong></p>
<p>Visita il <a href="https://www.bennosimma.com/it/home.html">sito web di Benno</a>.</p>
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		<title>MARCELLO NAPOLI IN GIURIA</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 23:25:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[IL MATTININO]]></category>
		<category><![CDATA[marcello napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/marcello-napoli-concorso-letterario-giuria/">MARCELLO NAPOLI IN GIURIA</a><br />
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<p>DESIGNER SCRITTORI PER RACCONTARE LA LORO STORIA DI AUTOPRODUZIONE Il concorso letterario dedicato ai designer autoproduttori, un progetto che ha come finalità la raccolta di racconti allo scopo di far conoscere l’impegno morale, fisico ed economico che c’è dietro le storie degli autoproduttori. Infatti, i designer hanno spesso una formazione tecnico-umanistica che presuppone una capacità [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.designartigianale.it/marcello-napoli-concorso-letterario-giuria/">MARCELLO NAPOLI IN GIURIA</a><br />
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<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>DESIGNER SCRITTORI PER RACCONTARE LA LORO STORIA DI AUTOPRODUZIONE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>concorso letterario</strong> dedicato ai <a href="https://www.designartigianale.it/chi-ne-parla/">designer autoproduttori</a>, un progetto che ha come finalità la raccolta di racconti allo scopo di far conoscere l’impegno morale, fisico ed economico che c’è dietro le storie degli autoproduttori.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, i <strong>designer</strong> hanno spesso una formazione tecnico-umanistica che presuppone una capacità linguistica che si confà con una produzione letteraria che può consentirgli di far comprendere la propria passione per l&#8217;ambizioso progetto imprenditoriale intrapreso. Un progetto che può indicare una strada del fare dalla quale ripartire per rilanciare dal basso il modello Italian Style che ha conquistato il mondo e che ancora oggi può continuare a farlo. Da <strong>Marcello Napoli</strong>, giornalista de<strong> IL MATTINO</strong> per le pagine culturali dal quale ci siamo fatti raccontare la sua visione su questa iniziativa attraverso la videointervista.<br />
Marcello Napoli classe &#8217;58, salernitano colto e gentile, insegna semiologia al Conservatorio Martucci di Salerno. Collabora alle pagine culturali de Il Mattino, e ha pubblicato saggi e poesie, oltre ad aver curato edizioni di testi del passato. Suoi i racconti Al modo dell’ambra (Avagliano 2001) e Come cieli d’ardesia-Donnafiore (con i disegni di Antonio Petti, Il Laboratorio Nola 2010), dedicato quest’ultimo a Enzo Sellerio, del quale ha curato la mostra fotografica allestita nel 2003 nel complesso dell’Addolorata Santa Sofia a Salerno.</p>
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		<title>GERARDO MALANGONE, IN GIURIA PER IL CONCORSO LETTERARIO</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 05:14:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[autoproduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso letterario]]></category>
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<p>DESIGNER SCRITTORI PER RACCONTARE LA LORO STORIA DI AUTOPRODUZIONE Ma siamo sicuri che i designer, che hanno scelto l&#8217;autoproduzione come modello economico, sanno veramente bene a cosa stanno andando incontro? Forse un momento di riflessione farebbe bene, potrebbe essere utile creare un&#8217;occasione per ricostruire da dove parte questa voglia di fare. A tal proposito Design [&#8230;]</p>
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<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>DESIGNER SCRITTORI PER RACCONTARE LA LORO STORIA DI AUTOPRODUZIONE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma siamo sicuri che i <a href="https://www.designartigianale.it/chi-ne-parla/">designer</a>, che hanno scelto l&#8217;<strong>autoproduzione</strong> come modello economico, sanno veramente bene a cosa stanno andando incontro? Forse un momento di riflessione farebbe bene, potrebbe essere utile creare un&#8217;occasione per ricostruire da dove parte questa voglia di fare.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito Design Artigianale ha dato il via al <strong>concorso letterario</strong> dedicato ai designer autoproduttori, che ha come finalità la raccolta di racconti allo scopo di far conoscere l’impegno morale, fisico ed economico che c’è dietro le storie degli autoproduttori. Infatti i designer hanno spesso una formazione tecnico-umanistica che presuppone una capacità linguistica che si confà con una produzione letteraria che può consentirgli di far comprendere la propria passione per l&#8217;ambizioso progetto imprenditoriale intrapreso. Un progetto che può indicare una strada del fare dalla quale ripartire per rilanciare dal basso il <strong>modello Italian Style</strong> che ha conquistato il mondo e che ancora oggi può continuare a farlo.<br />
Da Malangone ci siamo fatti raccontare la sua visione su questa iniziativa. Per presentare Gerardo utilizziamo un testo presente in quarta di copertina del suo ultimo libro che ne da un profilo assai aderente al personaggio.<br />
<strong>Gerardo Malangone</strong>, architetto salernitano, è convinto dell&#8217;umana e civile necessità della parola: perciò, la coltiva in privato e in pubblico. In privato scrive versi e storie che propina solo agli amici più pazienti. In pubblico si è fatto giornalista collaborando a Cronache del Mezzogiorno con articoli vari e una rubrica settimanale, Periscopio salernitano, di osservazioni cittadine-sub. Altri suoi scritti e interventi intorno a questioni di varia umanità sono apparsi su giornali e riviste. E&#8217; autore di un primo libro periscopico, Da qui sotto, da un secondo, Da più sotto e di diversi scritti di emozioni personali su cose urbane e d&#8217;arte. E&#8217; presente con due storie brevi in Racconti &amp; visioni, un&#8217;antologia di scrittori salernitani. Dal 2009 ad oggi ha una rubrica settimanale PortaNova con la quale racconta fatti cittadini con l&#8217;aiuto di personaggi molto singolari che sono frutto della sua fantasia o forse no.</p>
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		<title>IL CONCORSO LETTERARIO</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 16:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[architetto]]></category>
		<category><![CDATA[autoproduttore]]></category>
		<category><![CDATA[autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso letterario]]></category>
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<p>11 LUGLIO IN COSTIERA AMALFITANA PER INCONTRARE I VINCITORI DEL CONCORSO La giuria della seconda edizione del concorso letterario dedicato ai creativi che autoproducono ha decretato i 3 vincitori della seconda edizione del concosrso, dei quali, come da bando, i loro prodotti saranno ospitati in costiera amalfitana: Ida Chiatante &#8211; prima classificata Alessandra Corsi &#8211; [&#8230;]</p>
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<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>11 LUGLIO IN COSTIERA AMALFITANA PER INCONTRARE I VINCITORI DEL CONCORSO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La giuria della seconda edizione del concorso letterario dedicato ai creativi che autoproducono ha decretato i 3 vincitori della seconda edizione del concosrso, dei quali, come da bando, i loro prodotti saranno ospitati in costiera amalfitana:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ida Chiatante &#8211; prima classificata</strong><br />
<strong> Alessandra Corsi &#8211; seconda classificata</strong><br />
<strong> Gaetano Di Gregorio &#8211; terzo classificato</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assieme a questi 3 sono stati individuati ulteriori 2 racconti che faranno parte della pubblicazione di questa edizione:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Marco Galante &#8211; quarto classificato</strong><br />
<strong>Salvatore Navarino &#8211; quinto classificato</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La pubblicazione sarà composta dai 5 racconti degli autoproduttori sopra citati, da 10 contributi dei 10 giurati e una sezione dedicata al turismo design. Infatti grazie alla collaborazione con Sandro Chiriotti verranno realizzati 5 itinerari turistici uno per ogni città dei 5 autoproduttori e precisamente <strong>Martinafranca, Roma, Venezia, Cividale e Poggiomarino</strong>. Lo scopo di questo progetto è quello di far conoscere i luoghi degli autoproduttori dove avviene gran parte della loro produzione e dove oltre a visitare i luoghi di interesse turistico sarà possibile visitare le botteghe degli artigiani e gli studi dei designer.</p>
<p><strong>LA PREMIAZIONE</strong><br />
La premiazione avverrà a Cetara in costiera amalfitana sabato 11 luglio alle ore 20.00 nell&#8217;ambito del Festivale &#8220;DESIGN ON THE COAST&#8221; con la presenza di tutti i componenti della giuria.</p>
<p style="font-size: 25px; text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><strong>LA GIURIA DELLA SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO È COMPOSTA DA</strong></span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Angelo Soldani</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">designer autoproduttore e direttore responsabile del giornale online Design Artigianale</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Anty Pansera</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">storica dell&#8217;arte e membro del consiglio d&#8217;amministrazione della Fondazione del Museo della Triennale</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Alessandro Guerriero</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">direttore di Tam Tam</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Fulvio Scarlata</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">giornalista de IL MATTINO</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Gerardo Malangone</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">architetto, giornalista e scrittore</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Giovanna Talocci</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">vicepresidente ADI</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Laura Agnoletto</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">art director MISIAD</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Marcello Napoli</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">giornalista de IL MATTINO per le pagine culturali</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Rodrigo Rodriquez</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">presidente di Material Connexion Italia</span></p>
<p style="font-size: 14px; text-align: justify;"><span style="color: #ff9100;"><strong>Vincenzo Moretti</strong></span><br />
<span style="color: #686868;">sociologo e scrittore</span></p>
<p><!--
<a title="bando" href="https://www.designartigianale.it/bando_concorso_letterario.pdf" target="_blank"> </a>
--><br />

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