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	<title>DESIGN ARTIGIANALE &#187; PROFESSORE</title>
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		<title>COLLABORARE NELLA COMPETIZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 23:28:11 +0000</pubDate>
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<p>IL CONTRIBUTO DI PAOLO RICCI Se Milano non avesse scommesso sul design, un produttore meneghino avrebbe lo stesso riconoscimento sul mercato di un designer di provincia. La morale è che se un piccolo produttore virtuoso prima di concentrarsi sulla sua e sola crescita si impegnasse per un&#8217;aggregazione territoriale del suo settore per far emergere la consapevolezza [&#8230;]</p>
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<p style="font-size: 25px; text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong>IL CONTRIBUTO DI PAOLO RICCI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se Milano non avesse scommesso sul design, un produttore meneghino avrebbe lo stesso riconoscimento sul mercato di un <strong>designer di provincia</strong>. La morale è che se un <a href="https://www.designartigianale.it/chi-ne-parla/">piccolo produttore</a> virtuoso prima di concentrarsi sulla sua e sola crescita si impegnasse per un&#8217;aggregazione territoriale del suo settore per far emergere la consapevolezza del saper fare in quell&#8217;ambito, la sua attività avrebbe sì più concorrenti, ma la sua azione di <strong>marketing</strong> sarebbe più incisiva nell&#8217;immaginario del target a cui si rivolge.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prof. <strong>Paolo Ricci</strong>, ordinario di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l&#8217;Università degli studi del Sannio, in modo autorevole e con proprietà di linguaggio adeguata, ha delineato questo fenomeno con lo slogan &#8220;<em>collaborare nella competizione</em>&#8220;. Ricci, classe 1967 di Avellino oltre alla cattedra di economia è Membro del Nucleo di Valutazione dell’Università degli Studi di Perugia, Vice Presidente del Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale GBS (Associazione Nazionale per la ricerca scientifica sul bilancio sociale – Milano), insegna, per supplenza, “Diritto pubblico dell’economia ed elementi di economia delle aziende pubbliche” (3 CFU) presso l’Università degli Studi Roma Tre ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche legate al mondo dell&#8217;economia tra le quali segnaliamo “riformite” edito dalla Maggioli.<br />
Ricci ci spiega come si può attuare la collaborazione: “<em>Bisogna organizzare i buoni progetti, le buone idee ed anche le semplici buone intenzioni sui territori cooperando, collaborando e chiedendo alle organizzazioni pubbliche del territorio di non creare problemi</em>.”<br />
Il suo contributo per questo spazio sulla <strong>autoproduzione</strong> scaturisce dalla possibilità di ripartire dalle piccole realtà produttive e spiega: “<em>Ormai la globalizzazione ha mangiato tutto e quindi è evidente che solo una buona idea non basta, è necessario che ci sia anche una capacità manageriale, è indispensabile professionalizzare le buone idee. Un progettista deve essere anche in grado di comprendere e avere consapevolezza che una buona idea andrà avanti se troverà risorse finanziarie e se sarà in grado di professionalizzare in un ottica di cooperazione e non di competizione</em>.”<br />
Probabilmente la chiave di volta è la modalità con la quale si può perseguire questo obiettivo, e Ricci ci propone la sua ricetta: “<em>Fondamentale è l&#8217;aggregazione, per evitare che i soggetti appartenenti alla filiera della autoproduzione, che comprende tante figure dell&#8217;artigianato, si sentano esclusi o sminuiti rispetto alla loro capacità propositiva. La grande produzione non è più interessata a rivalutare questa filiera pertanto se si riuscisse ad aggregare, avere territori capaci di mettere in condizione i progettisti di proporsi, e professionalizzare le idee con conoscenze di marketin, web, comunicazione, l&#8217;autoproduzione diventa una strada percorribile.</em>” Quindi, pare proprio che concentrarsi sul territorio e far emergere anche la concorrenza sia un percorso virtuoso che può portare a risultati tangibili, e il prof. Ricci considera il binomio <strong>progettista e autoproduzione</strong> una risposta economica possibile.<br />
Così il professore sintetizza l&#8217;autoproduzione: “<em>come una risposta, non necessariamente negativa e spesso positiva, ad un&#8217;incapienza del mercato o della produzione stessa e attuando processi di competizione collaborativa i progettisti troveranno spazio nel mercato proprio con l&#8217;autoproduzione</em>.”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Angelo Soldani</strong></p>
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